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Recoaro, la Lega e il PD



Capita di svegliarsi la mattina, aprire repubblica.it e scoprire che il proprio paese natale è arrivato sulla barra delle curiosità politiche di giornali nazionali.
Parlo di Recoaro Terme, paesino di 7000 anime che fu noto per le proprie terme (inizi del '900) e per le proprie bibite (fino alla fine degli anni '80).
A portarlo nuovamente sulle prime pagine dai tempi del cantagiro è stata l'insolita alleanza tra PD e Lega che si presenterà alle elezioni comunali di Giugno. Dure parole sono arrivate da Rifondazione Comunista, che ha indicato questo esempio come simbolo della deriva a destra dei democratici.

Per quanto io abbia giurato a me stesso di non votare per il resto della mia vita qualsiasi partito sia gestito dalla nota dirigenza degli ex DS, devo difendere il mio paesino e far notare che estrapolare dal contesto provinciale quello che è successo pare un po' eccessivo.

Recoaro è dominato da vari anni da un sindaco, Franco Viero, che altro non sta facendo se non assecondare la fine di questo paese mantenendo i propri voti grazie a metodi discutibili.
L'alleanza PD-Lega (nata grazie a una lista civica di cui ho indirettamente seguito le vicende grazie ad alcune conoscenze) non ha alcun significato politico se non quello di cambiare dopo tanti anni chi sta gestendo malissimo il comune. Ricordando a tutti che nelle amministrazioni con meno i 15.000 abitanti diventa sindaco chi semplicemente prende più voti (non è previsto il ballottaggio), risulterà chiaro che tutto ciò non ha significato di rilevanza nazionale.

Sarebbe, invece, interessante chiedersi come mai uno dei pochi paesi della provincia veneta che negli anni '70 era un centro politico di sinistra molto attivo si sia degradato in questo modo. Ma di questo mi riprometto di scrivere in un altro post.


PS
Ad ogni modo ringrazio di non avere più la residenza a Recoaro perché veramente farei fatica a votare questa alleanza...

Pubblicato il 16/5/2009 alle 22.46 nella rubrica - Prodotto sinistro.

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